Intreccio caotico

L'intreccio caotico (o casuale) è una tecnica versatile che s'ispira alla natura.

Si pensa infatti che possa essere stata una delle prime forme d'intreccio che l'essere umano ha usato per costruirsi i primi contenitori per trasportare ciò che raccoglieva.

Forse l'uomo della preistoria si è ispirato proprio agli uccelli che si costruiscono il proprio nido con rametti e pagliuzze incrociate tra loro, oppure l'idea gli è venuta imitando l'intricato reticolo dei rampicanti nei boschi.

Oggigiorno l'intreccio caotico viene utilizzato, oltre che dai cestai, anche da stilisti che trovano ispirazione da questa tecnica decorativa e funzionale che permette di creare oggetti con motivi irregolari, a maglie aperte, che si ottengono utilizzando materiali filiformi che, una volta intrecciati, lasciano spazi a giochi di luci e ombre, unendo la resistenza ad un effetto etnico o artistico.

Attraverso l'intreccio caotico si possono realizzare cesti, nidi, sfere e altri manufatti.

Si badi bene però che i manufatti così intrecciati, seppur hanno un aspetto "disordinato", non devono trarre in inganno chi volesse iniziare a farli perché, in realtà, l'intreccio caotico è un intreccio studiato in modo da ottenere la forma desiderata.

Il manufatto che si vuole intrecciare si ottiene riempendo gli spazi, creati da un ordito minimale (solitamente rami di salice, olivo, sanguinello, viburno lantana…) con dei tessitori lunghi e di diametro variabile, quali rami di salice, vitalba ed altre essenze vegetali, che vengono curvati con passaggi effettuati secondo alcune logiche.

Le fasi di realizzazione prevedono: predisposizione di un ordito (scheletratura) e intreccio della trama (tessitura).

Una volta realizzato l'ordito si procede con la tessitura impiegando dapprima tessitori di diametro più grosso e via, via che gli spazi si rimpiccioliscono, tessitori di diametro più fine.